Carta dei diritti delle Famiglie Ecco i punti che a nostro avviso dovrebbero costituire i diritti fondamentali delle famiglie. La carta è stata preparata e presentata dalla associazione Di.A.Psi. Piemonte e adottata già in alcuni Centri della Regione:
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Diritto all’accoglienza dei famigliari da parte dei Servizi Pubblici Psichiatrici, che devono ascoltare con la massima considerazione le segnalazioni esposte e attivarsi tempestivamente.
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Diritto ad essere informati sul tipo di disturbo mentale del congiunto (diagnosi) nel modo più chiaro e comprensibile, in deroga alla Legge sulla Privacy (L. 675/96), in quanto trattasi di una patologia che coinvolge non solo psicologicamente l’intero nucleo familiare, ma ne modifica tutta la sua esistenza.
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Diritto ad essere informati sul progetto terapeutico individuale attuato nei confronti del congiunto malato (terapie farmacologiche, psicoterapeutiche, riabilitative, ergoterapiche etc.). Il progetto terapeutico deve essere redatto in forma scritta dallo Psichiatra referente che è tenuto a rispettarlo e in caso di variazioni, ad informare in forma scritta la famiglia perchè questa possa contribuire nel modo più idoneo all’attuazione del progetto stesso.
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Diritto a ricevere adeguata istruzione circa le tecniche e i comportamenti più idonei da tenere nei confronti del famigliare malato.
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Diritto all’informazione su tutti gli strumenti offerti dal Dipartimento di Salute Mentale per combattere la malattia (farmaci, psicoterapia…) e su tutte le risorse riabilitative a disposizione (comunità riabilitative, centri diurni, inserimenti in cooperative sociali, corsi professionali, borse lavoro, assegni terapeutici…)
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Diritto all’informazione ed eventuale fruizione di tutte le possibili risorse a favore del malato e/o della famiglia da parte dei Servizi Statali, Regionali, Comunali, Circoscrizionali, preposti alla Sanità/Assistenza/Previdenza e al Lavoro.
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Diritto a non essere discriminati socialmente; diritto alla prevenzione e conservazione dell’equilibrio psico-fisico, troppo spesso minato dalla convivenza con il malato psichico.
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Diritto per la famiglia al supporto psicologico, sociale, economico, in modo continuo e parallelo alle cure erogate al malato psichico.
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Diritto di partecipazione, attraverso le Associazioni, alle discussioni dei Piani Sanitari Nazionali e Regionali per la Salute Mentale, e alla loro approvazione con diritto di voto.
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Istituzione di uno sportello di consulenza sanitaria giuridico/legale, assistenziale e previdenziale per affrontare tutte le problematiche presenti e future, legate alla vita del malato e dei suoi famigliari.
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Diritto alla certezza che alla morte dei famigliari o alla loro incapacità di gestire il congiunto malato, questi venga obbligatoriamente preso in carico dal Servizio Sanitario Nazionale congiuntamente con tutti i servizi istituzionali di appoggio e tutela.
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