A livello nazionale nessun’associazione è così forte da far sentire a livello politico la sua voce e in tutti questi anni non siamo riusciti a far migliorare la normativa psichiatrica rendendola più consona ai diversi bisogni dei malati. soprattutto per quelli gravi e inconsapevoli.
La malattia mentale ancora oggi è misconosciuta dalla stragrande parte della popolazione
Ancora oggi pregiudizi e vergogna serpeggiano inizialmente in chi ha un familiare colpito da una malattia mentale
Emarginazione e discriminazione sono una costante nelle storie dei familiari
Manca una politica di prevenzione che faccia diminuire i casi di cronicizzazione dei malati
La ricerca scientifica in campo psichiatrico è una cenerentola, soprattutto in Italia
La riabilitazione psichiatrica anche dove in alcuni casi è utilizzata è marginale e non è confezionata per il singolo, ma è una risposta generica e incompleta.
Mancanza di studi epidemiologici sulla vera situazione psichiatrica sul territorio Italiano
Insufficiente conoscenza delle malattie psichiatriche da parte dei medici di base
Assoluta mancanza di responsabilità sancita per legge degli psichiatri per la non presa in carico dei malati
Assoluta mancanza di una normativa che obblighi la cura dei malati con diagnosi psicotica grave non collaborativi e non consenzienti
TSO non adeguato
Strutture sanitarie sul territorio a macchia di leopardo.
Finanziamenti non adeguati alla complessità della malattia.
Controllo delle strutture autoreferenziale, affidato agli stessi operatori delle strutture
Aggiornamento del personale con valutazione (quando c’è) interna
Progetti obiettivi non cogenti e senza alcuna sanzione per gli inadempienti
Gestione dei soldi della psichiatria senza un controllo preventivo e consuntivo
Servizi con orari non adeguati alla problematicità della malattia
Servizi d’assistenza sempre più carenti ed erogati a pochi
Sperimentazione poca e non incentivata
Ricerca del risparmio a tutti i costi
Farmaci nuovi e non a pagamento
Mancanza di strutture differenziate per patologia e per età
Mancanza di servizi di pronto intervento nel momento di crisi
Carenza di risposte nell’integrazione sociale e lavorativa
Poca integrazione tra pubblico e privato
Carico sociale, economico, sanitario insostenibile dalla famiglia con un malato mentale in casa
Nessuna certezza per i genitori di figli malati gravi, che alla loro morte i figli non siano abbandonati, ma curati e assistiti
l'impossibilità di libera scelta del curantre e della struttura ecc. ecc.
L’elenco potrebbe continuare, ma mi fermo qui. Se riusciamo a portare la nostra voce a Roma sarà perché tutti avremo fatto un passo avanti, viceversa se non c’è nessuno che si muove avranno ragione i nostri direttori dei D.M.S. a strombazzare ai quattro venti che tutto va bene, perché nessuno protesta. Loro la voce la alzano, si fanno sentire, si muovono, organizzano congressi ai quali partecipano i politici e si fanno belli al loro cospetto.
Se noi non diamo voce alla protesta e alle proposte, facciamo il loro gioco, dobbiamo essere in tanti e ognuno deve fare la sua parte, non dobbiamo dimenticare cosa è costato il piccolo progresso fatto in questi ultimi 32 anni e le storie drammatiche vissute in prima persona.
E’ nostro compito far sì che chi verrà dopo di noi, non abbia a provarle.
Il Presidente pro-tempore
Lo Presti Cosimo
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